AUTO: IL MANICHINO DA CRASH TEST COMPIE 60 ANNI / ANSA
NATO NEGLI USA, DUMMY ORA PORTA SCARPE E STRUMENTI HIGH-TECH
(di Rodolfo Calo')
(ANSA) - BERLINO, 28 LUG - Li si vede in tv muoversi al rallentatore all'interno di auto che impattano contro ostacoli e le loro teste oscillano lente nel colpo di frusta sbattendo contro air bag che si gonfiano: sono i manichini dei "crash test", gli esperimenti compiuti per verificare la sicurezza delle automobili su commissione di enti nazionali o internazionali. Da anni decenni i "dummy", questo il loro nome inglese, servono alla sicurezza sulle strade e ora un giornale tedesco si e' premurato di ricordare esattamente da quanto tempo: da 60 anni.
Il primo manichino da crash test fu sviluppato nel 1949 ma, sulle prime, non per saggiare l'impatto sulle vittime degli incidenti automobilistici bensi' per scopi dell'aviazione americana, ricorda sinteticamente il quotidiano Bild fornendo diverse curiosita', tra cui il fatto che il prototipo si chiamava 'Sierra Sam'. Il suo avvento pose fine ad una fase pionieristica definibile "macabro-eroica": prima di "Sierra Sam", negli scontri simulati, venivano utilizzati cadaveri o addirittura coraggiosi ricercatori che si prestavano - verrebbe da dire citando Lucio Battisti - a "vedere se poi e' tanto difficile morire".
Tempi andati, ed economici: attualmente un manichino puo' costare tra 100 mila e 150 mila euro, ricorda inoltre Bild segnalando che, per rendere piu' realistico l'effetto degli impatti, i dummy portano anche vestiti e scarpe e "di norma" vengono truccati in volto con colori accessi per poi esaminare le impronte lasciate su air bag e cruscotti. Anche se la tecnologia avanza, dice l'esperto Roderick Verschut della First Technology Safety Systems, pure le simulazioni al computer piu' sofisticate sono considerate "solo un complemento" per questi test tutti "fisici'. Del resto gli stessi dummy sono tecnologici: in media un manichino di nuova generazione tipo "Hybrid-III" ha 52 misuratori, con sensori che raccolgono anche diecimila dati al secondo.
Nel mondo dei dummy - la cui famiglia-tipo e' composta da un padre, una madre e tre bambini di sei, tre e un anno - ci sono anche gli animali domestici: la Bild riporta la foto di un cane apparentemente di peluche che balza in aria in uno schianto, ma esistono pure riproduzioni di quadrupedi che potrebbero essere investiti dalle auto. Lo scopo dei ricercatori, almeno di quelli tedeschi dell'Adac e della Dekra, non e' ancora quello di salvaguardare le loro vite animali, ma di misurare l'effetto che puo' avere l'impatto di mezzo ad esempio contro un cervo.
E ovviamente c'e' anche chi pensa anche ai pedoni. Gli ingegneri della casa automobilistica giapponese Honda, segnala ancora la Bild, hanno creato un complesso manichino-pedone detto "Polar II" per studiare quali sono le parti piu' pericolose del muso delle auto al fine di modificarle, in generale smussandole. Questo dummy porta strumenti in grado di misurare le lesioni in otto diverse parti del corpo come schiena e gambe.
(ANSA).
